Intervista a Gian Filippo MirabileVersione stampabile


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Abbiamo avuto l'occasione di intervistare Gian Filippo Mirabile, atleta vincitore di numerose medaglie nell'atletica e nel triathlon.

Come ti sei approcciato al mondo del paratriathlon e più in generale al mondo dello sport paralimpico?

Ho iniziato nel 2008 con l'atletica leggera. Ho avuto un incidente stradale e dopo due anni di riabilitazione ho iniziato ad andare in palestra per perdere un po' di peso e lì è iniziata la mia passione per la corsa. Mi è stato detto che c'era la possibilità di farlo a livello agonistico per i disabili, così ho iniziato a gareggiare nell'atletica leggera. Due anni fa nei tornei italiani ho fatto il record nei 1500 metri e lì ho conosciuto un ragazzo che mi ha parlato del paratriathlon; inizialmente non sapevo se lanciarmi in questa esperienza vista la mia scarsa attitudine nel nuoto ma alla fine, iniziando praticamente da zero, ho deciso di provare e ho ottenuto parecchi risultati positivi in Italia e ora spero di poter gareggiare all'estero.

Tu eri uno sportivo da normodotato nel ciclismo, qual'è la differenza tra l'allenamento che facevi prima dell'incidente quello che fai adesso?

Non c'è quasi nessuna differenza. Prima mi allenavo 6 ore al giorno, era quasi un lavoro, ora dedico all'allenamento un po' meno tempo ma l'impegno è identico, se si vogliono raggiungere risultati bisogna comunque allenarsi tanto e bene.

Cosa significa per te aver raggiunto dei risultati così grandi a questo punto della tua vita? Considerando anche che ci sono ancora margini di miglioramento.

Questo mi fa capire che non bisogna mollare mai, si può sempre far meglio, se hai un obiettivo bisogna crederci fino in fondo e combattere per raggiungerlo. Un normodotato che subisce un gravissimo incidente da ex sportivo secondo me può riuscire ad affrontare la cosa meglio di chi non ha mai fatto sport, parlo per esperienza personale. Conosco persone che si sono lasciate andare e sono diventate vittime e questo è un gran peccato, diventare disabili non significa che la vita è finita e lo sport può aiutare molto secondo me.

Qual'è stato il tuo momento migliore da sportivo?

Sicuramente ricorderò sempre il 1986, anno in cui sono arrivato secondo ai campionati italiani e quinto ai campionati europei nel ciclismo. Quando ho iniziato l'attività paralimpica ci sono stati vari momenti molto emozionanti, ad esempio i campionati italiani del 2015 e quelli del 2016 oppure la convocazione in nazionale di quest'anno. Anche se credo che i momenti migliori non siano solo le vittorie ma anche i piccoli gesti che compiamo durante queste occasioni.

A tal proposito potresti parlarci del tuo gesto durante l'Irondelta Paratriathlon 2016?

Io esco sempre dopo dall'acqua ma poi ho recuperato nella bicicletta e nella corsa. Dopo aver superato il mio avversario ha iniziato a dire che si sentiva male e che non ce l'avrebbe fatta ad arrivare fino in fondo, così l'ho preso per mano e l'ho tirato fino al traguardo. Siamo stati premiati entrambi come primi classificati.

Un'ultima domanda, cosa ci dobbiamo aspettare dal futuro di Gian Filippo Mirabile?

Il primo obiettivo è riconfermarsi a febbraio come campione italiano nel paraduathlon ai campionati in Lombardia. Per quanto riguarda il paratriathlon mi piacerebbe vincere i campionati italiani e inoltre parteciperò alla coppa del mondo. In tutto questo avrà anche inizio una nuova avventura nel mondo del paraciclismo, quindi il 2017 sarà un anno molto impegnativo e ricco di impegni.



21/01/2017
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