Genova – 27 maggio 2015 - incontro alla Fondazione CIFVersione stampabile


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Ieri, 27 maggio 2015, il Presidente Gaetano Cuozzo e Andrea Cadili Rispi hanno presentato alla Fondazione CIF, il CIP e il mondo paralimpico.

Dopo una breve introduzione della direttrice Gabriella Androni, e dopo la proiezione di un breve filmato sulle Paralimpiadi di Londra, la parola è passata al Presidente del CIP Liguria, Gaetano Cuozzo che ha raccontato ai ragazzi presenti quello che è lo Sport Paralimpico e la Cultura dello Sport che deve partire dalla scuola. "Siamo oggi tutti convinti" - ha detto il Presidente" - che lo sport è per i disabili un mezzo privilegiato nell'integrazione sociale. Attraverso lo sport la persona disabile può mettersi in gioco e sperimentarsi, imparare a controllare il proprio corpo, sviluppare il senso di fiducia delle proprie capacità, contribuendo allo sviluppo dell'autostima ed una positiva percezione di sé.
Diventa addirittura un importante strumento educativo per il suo processo evolutivo.
Ma allora è nella scuola che bisogna fare leva per sviluppare il processo di integrazione degli alunni disabili attraverso la partecipazione, con pari dignità, alle attività motorie e sportive." E ancora: "l'Educazione Fisica è una materia curriculare così come la Matematica, ma nessuno si sognerebbe di chiedere l'esonero dalla matematica cosa che puntualmente avviene per l'Educazione Fisica."

Dopo aver proiettato un altro filmato sulle Paralimpiadi di Pechino, il Presidente presenta ai ragazzi, il Campione di Nuoto Paralimpico, Andrea Cadili Rispi. Il "Champ" si racconta, racconta la sua storia. "Sono nato a Genova il 9 aprile di 34 anni fa, affetto da una rara malattia generica "osteopseudoglioma" che porta una pesante fragilità ossea e la perdita della vista fino alla cecità totale" . Continua dicendo: "a 15 anni non riesci a sostenere tutto questo, nonostante tante persone cerchino di darti forza e ti stiano attorno.

Quando si tocca il fondo o quasi, però, forse per immaginazione o per fortuna, scatta quella scintilla che, dopo tanti anni posso tradurre in parole: voglia di non mollare e vivere...

Dopo la perdita della vista, mi sono trovato ad un bivio: o vai in caduta libera, o ti rialzi...

Combattenti si può anche diventare ma, è una dote che per fortuna, bisogna anche avere dentro, ci devi nascere, quando lo capisci non è detto, ma se lo sei prima o dopo ci arrivi e io lì ci sono arrivato...

Inizia la risalita, piano piano, ci vuole tempo, la paura è tanta, si continua, però, a crescere, a capire dove sono i propri limiti e dopo anni, iniziano a vedersi i primi risultati... dal 96 al 2001 è un periodo quasi vissuto nel limbo, fatte tante cose, ma perché andavano fatte, a un regime basso, come andare in prima e fare pochi metri alla volta...

Nel 2002 dopo vari tentativi e grazie a una serie combinazioni e di volontà di tante persone, la Società Sportiva "La Fratellanza Nuoto", mi dà la possibilità di nuotare per riabilitazione, 3 volte alla settimana.

La riabilitazione in vasca va bene, mi sento più forte, dalla carrozzina da un giorno all'altro si passa alle stampelle; la sofferenza in vasca fortifica la mente, la voglia di lottare e dopo qualche tempo, anche le stampelle da 2 diventano una, e da una 0....

Il corso finisce, dalla riabilitazione si passa a una timida attività agonistica che, col tempo è diventata esplosiva, inarrestabile...
Le fratture sembrano un lontano ricordo, i muscoli mi sostengono bene e gli allenamenti mi fanno sentire bene, forte, normale.
Nel 2005 iniziamo a Napoli le prime gare, 200 stile, tempo non fantastico ma, oro nei 200 stile e bronzo nei 50 e 100 stile... non male, non male, c'è da stare sotto il tempo limite per accedere ai Campionati e per prendere la medaglia.
Ormai la corsa è iniziata, altri titoli vinti, a Lignano Sabbiadoro un oro nei 400 stile, 2 argenti nei 50 e 100...
Una flessione l'anno successivo a Palermo, un bronzo nei 400 e piazzamenti nei 50 e 100 stile; è già finita? Tanti pensieri, eppure mi sono allenato, e dopo mesi di riflessioni ho deciso di mettermi in gioco di nuovo.

Si cambia società, dalla Fratellanza si passa alla Locatelli con istruttore nuovo e allenamenti nuovi; piccoli infortuni pesano sulla stagione e sui campionati, ma i tempi ci sono, la voglia è tornata e la pausa estiva non me la prendo, nuoto vasche su vasche per presentarmi a ottobre in condizione e così sarà.

Il 2009: anno semplicemente fantastico, personali abbassati in tutte le specialità, a Padova un oro nei 50 stile e un argento nei 100, mi dicono che sono tornato, che ho ripreso a vincere...
Un'idea nella testa col mio mister nasce, piano piano, prende forma e si chiama traversata dello stretto di Messina. I campionati incombono, il lavoro aumenta, vita intensa, sempre in corsia di sorpasso ma, bella, pressante, viva, piena di curve, sorpassi, velocità e vittorie. Si cambia società di nuovo, dopo 2 anni del rilancio alla Locatelli si passa alla Rari Nantes di Sori; più km da fare per allenarsi, cambiare stile di vita, orari, piscina.

Sicilia - Calabria in 48 minuti e 27 secondi, nono tempo assoluto, record assoluto disabili... feedback mediatico da pazzi, premi interviste, riconoscimenti, va che forse sono diventato importante! I mesi successivi alla traversata sono intensi in vasca e fuori."

Mentre Andrea parla, sullo sfondo passano le immagini delle sue imprese. I ragazzi, gli insegnanti, ascoltano rapiti una storia che difficilmente dimenticheranno.

Andrea poi racconta della Traversata del Bosforo, quella di Malta..racconta delle prossime traversate (quest'anno i 18 KM delle Canarie). Racconta di come, avendo una categoria particolare (doppia disabilità fisica e visiva), non potendo arrivare alla Nazionale si è inventato una categoria, quella delle traversate, per poter portare in giro per il mondo il  messaggio che "nulla è impossibile, se ce l'ho fatta io potete farcela anche voi" dice ai ragazzi.

Andrea, il Champ come tutti ormai lo chiamano, termina dicendo "tutta questa storia che è poi la mia storia, insegna che, con volontà, fortuna e ce ne vuole tanta, con le persone che credono in te, ti sostengono, aiutano, la famiglia che è sempre al tuo fianco, tutto si può fare, alcuni limiti non si potranno mai superare, ma tanti si, basta volerlo."

I ragazzi hanno accolto le parole di Andrea, prima con attenzione e in "religioso silenzio" e poi con entusiasmo, applausi "da stadio" e poi tempestandolo di domande.

L'incontro si conclude con la visione di un altro filmato e con saluti e ringraziamenti di tutti.



28/05/2015
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