IL CAMPIONATO ACCESS VISTO DAI PROTAGONISTIVersione stampabile


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Dal 4 all'8 luglio si è svolto a Gargnano, sul lago di Garda, il campionato italiano di imbarcazioni Access 303. Queste piccole barche hanno la caratteristica di essere governabili in sicurezza anche da velisti disabili, e infatti sono stati molti gli atleti portatori di handicap che si sono affrontati al meglio delle otto prove dando vita a regate appassionate e combattute.

A bordo di un Access di proprietà della Lega Navale Nazionale e in rappresentanza della sezione di Sestri Ponente della Lega Navale stssa, c'erano Enrico Carrea, responsabile del settore disabili della Prima Zona FIV, e Stefano Gatto, entrambi portatori di handicap. A loro abbiamo posto alcune domande.

Allora, ragazzi, com'è andata?
Enrico: Abbastanza bene direi: siamo arrivati secondi degli italiani, a pari punteggio dell'equipaggio triestino che ha vinto il titolo. Purtroppo abbiamo commesso qualche ingenuità di troppo altrimenti arrivavamo prima noi. Ma personalmente ero molto arrugginito in quanto da diversi anni non partecipavo a una regata.
Stefano: Per me è stata la prima regata su una deriva, in passato (prima dell'incidente n.d.r.) avevo partecipato ad un campionato invernale su un J24 e in generale la mia esperienza velica fa riferimento a barche d'altura, cosa ben diversa. È stato veramente entusiasmante.

Soddisfatti dell'esperienza, quindi?
Stefano: Sicuramente si. E con la voglia di migliorare e di arrivare primi!  Ho trovato proprio emozionante tutte le varie fasi della regata, dall'attesa dello start alla fine, avendo coscienza dell'importanza (e conseguentemente della responsabilità) di ogni più piccolo gesto ed essendo così motivato a dare il massimo. 

Cosa ci dite della barca? Che impressione vi ha fatto?
Enrico: Non è una barca tecnica, le regolazioni sono abbastanza grossolane e parrebbe più adatta a venti leggeri e per specchi d'acqua con poca onda. Potrei definirla, con un pizzico di fantasia, una barca spensierata. Devo dire però che ha anche molti lati positivi: per incominciare è piccola e facilmente gestibile a terra, trasportabile senza troppa fatica mediante carrello. Inoltre la soluzione dell'equipaggio che siede uno accanto all'altro la rende particolarmente adatta all'insegnamento per ragazzi che si avvicinano per la prima volta alla vela siano essi disabili o normodotati. Insomma una ottima barca scuola che permette l'integrazione tra bambini portatori di handicap e bambini normali.
Stefano:  sono perfettamente d'accordo, aggiungerei che, in base alle specifiche esigenze, correlate ai vari handicap, riterrei opportune adeguate modifiche alla seduta.

Avete avuto momenti di particolare difficoltà?
Stefano: Nella seconda giornata, a causa delle condizioni meteo avverse, non si erano disputate prove. Nella terza c'era ancora un po' di vento e sinceramente ho faticato parecchio per finire tutte e tre le prove. Particolarmente nelle andature di bolina, infatti, la barca era ovviamente sbandata e sbattuta dalle onde costringendoci ad uno sforzo fisico molto intenso per mantenere una posizione compatibile con le manovre.
Enrico: Anche per me è stato un problema... Finiva sempre che mi appoggiavo alla spalla destra di Stefano impedendogli di manovrare agevolmente. Bisognerà studiare qualche sistema per evitare tutto ciò.

Prospettive future?
Enrico: Intanto, insieme a Stefano, voglio ringraziare la Lega Navale per l'opportunità che ci ha concesso. Indubbiamente andare a regatare per noi disabili non è una cosa tanto semplice, ma abbiamo dimostrato che con una buona dose di volontà è possibile farlo.
La sezione di Sestri Ponente della Lega Navale ha incominciato un lavoro molto bello riguardante i disabili. So che il presidente Antonio Bitti è molto contento dell'attività svolta e credo proprio che a settembre dovremo impostare un doppio impegno: da una parte preparare i corsi di primo livello per far avvicinare  tutti i disabili al meraviglioso mondo della vela, dall'altra impostare alcuni corsi di specializzazione che permettano al portatore di handicap che già sa veleggiare di affinare la sua tecnica e di competere tra i primi. Un compito non facile, ma penso proprio che la sezione di Sestri Ponente della Lega Navale abbia le strutture e le capacità per portarlo a buon fine.
Stefano: Importante è che tutto ciò abbia una sua continuità e che non ci si fermi a questo episodio.

Enrico e Stefano: Infine un doveroso ringraziamento di cuore a Antonio Puppo, il nostro super allenatore, che quando facevamo qualche cavolata in regata ci  cazziava di santa ragione, ma che ci ha supportato e soprattutto sopportato per tutto il tempo del campionato.



16/07/2012
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