VITTORIO PODESTA', ATLETA TESTIMONIAL DEL SECONDO CICLO –TOUR INDAGINE SULLE STATALI-KILLER PER LA SICUREZZA DEI GIOVANI Versione stampabile


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SECONDO CICLO –TOUR INDAGINE SULLE STATALI-KILLER PER LA SICUREZZA DEI GIOVANI
di Paolo Sala – Liceo D’Oria 
E’ passato un anno da quando, nel luglio 2009, nell’ambito del progetto di Educazione alla Sicurezza Stradale che coordino in cinque Istituti scolastici di Genova, sono partito in bici per una verifica diretta e allo scopo di monitorare la situazione della viabilità e della sicurezza su quasi 2000 km di questa nostra “complicata” Italia. Al  ritorno, come documentato sulle pagine e nel web del SecoloXIX, mi sono rimasti negli occhi e nella scheda di memoria della macchina fotografica, le decine e decine di postazioni con fiori, sciarpe di squadre di calcio, pupazzetti e quant’altro potesse ricordare il figlio, il o la fidanzata, l’amico che in quel punto con un incidente, aveva finito la corsa della propria giovane vita. A nulla poi servono i semplici, ma sempre toccanti scritti o stampati nei necrologi o semplicemente affidati a un bigliettino plasticato vicino ai fiori. foto di gruppo sicurezza sulla stradaEmblematiche sono le frasi presenti nel libro fotografico di Angela Giò Ferrari che ha magistralmente riprodotto, prima che le scale di sicurezza del reparto rianimazione dell’ospedale di Brescia venissero reimbiancate, un patrimonio di affetti, dolori, speranze, affidate a semplici tratti di pennarello.
Writers improvvisati dall’attesa fuori da un reparto anticamera di sempre difficili guarigioni dopo uno schianto nella notte, una corsa in ambulanza e un intervento disperato in sala operatoria. Ancora una volta: perchè aspettare che suoni il telefono o si presenti il carabiniere alla porta di una delle tredici famiglie italiane a cui giornalmente (statistica ACI - ISTAT 2008) viene annunciata la più tragica delle notizie? Rispetto allo scorso anno, sempre su dati “ritardati“ di 365 gg, è pur vero che 1 italiano in più sopravvive ogni giorno…non è poco, ma  i 4.731 decessi, con 311.000 Feriti (in lieve diminuzione) sono sempre lontani dal – 50% sul dettato del trattato U.E. di Lisbona 2001 da raggiungere proprio entro quest’anno 2010. I dati che confermano un lieve miglioramento superando di poco il 30% dei decessi in meno, vengono subito razionalizzati dalla lettura critica dell’aumento del numero di incidenti in assoluto e della concentrazione per fasce di età: mortalità per i giovani da 14-29 anni doppia rispetto alla media e, per i maschi, tripla rispetto a quella delle femmine! Più specificatamente vediamo per quanto riguarda i dati del nostro territorio e di Genova in particolare: è una città con 611.204 abitanti e una superficie urbana 240 km2,  con una rete stradale 1.402 km e 661 km di marciapiedi con ben 3.144 attraversamenti pedonali, su cui viaggiano giornalmente 286.575  autovetture (1 ogni 2,01 persone) e in tutto  459.219  veicoli circolanti (escluso ciclomotori), 170.000 veicoli a due ruote (di cui 129.271 motocicli), 869  taxi, 755 bus di linea A.M.T. ( oltre 161 milioni di passeggeri trasportati). Dalle autostrade ogni giorno 216.034 veicoli in media afferiscono alle stazioni genovesi e in generale i trasporti tra le ore 6.30 e le 9.30 si dividono in: Moto = 15,1 %, Auto  = 38,4 %, Trasporto pubb/ferro = 4,1% Trasporto pubb/gomma = 42,4%. (Fonte: Corpo Polizia Municipale di Genova).
Nell’anno 2009, purtroppo, il numero di incidenti è tornato a salire: 6981 contro i 6942 del 2008 e anche i morti sono passati da 20 a 23. Il 2010 non lascia intravedere prospettive migliori, specie se osserviamo l’ultima drammatica catena di incidenti motociclistici che, nelle ultime settimane, miete  giornalmente una giovane vita. Tutti si impegnano e rilanciano la necessità di interventi educativi  partendo specialmente dalla scuola e se iniziamo fin dalle elementari più risultati si possono raggiungere, poi ci si scontra con le difficoltà operative che relegano gli interventi sulla sicurezza quasi a un fastidio aggiuntivo nell’ordinato iter delle lezioni, le stesse prove di evacuazione – antincendio, spesso vengono vissute come una sorta di ricreazione da inserire nell’ambito di una monotona mattinata. Personalmente penso sempre che se noi non insegniamo bene la nostre materie oltre che non essere degni insegnanti creiamo futuri peggiori cittadini, ma se non insegniamo le corrette regole di sicurezza creiamo..dei morti che difficilmente saranno anche solo peggiori cittadini da poter migliorare.
Con questo spirito il prossimo 12/7  riparto per il ciclo-tour sulle 10 statali a “rischio”, per vedere a distanza di un anno l’Aurelia piuttosto che la Pontina o la Nettunense, giù fino alla Ionica a Taranto, per poi ritrovare a Ravenna la famigerata Romea, prima nella triste classifica, se non la Pontebbana che con l’altra veneta Postumia sono entrate nella “top ten” delle strade con il maggior numero di incidenti per km. Anche quest’anno non sfiderò oltremodo fortuna e buon senso e rilevate le criticità, fotografato i punti critici e intervistati gli addetti ai lavori, quando possibile passerò su viabilità meno a rischio, ma per molti chilometri purtroppo non ci sarà alternativa se non la buona visualizzazione del giubbotto riflettente, un piccolo lampeggiatore visibile anche in ombra e la scelta degli orari più indicati. La novità è rappresentata dal mezzo che utilizzerò: una BIOCYCLE, bici a struttura reclinata che mi permette di pedalare in posizione seduta, senza i pesanti carichi per “soprasella”, collo e polsi che al ciclista non più giovanissimo tanto infastidiscono. A maggiore confort, purtroppo, corrisponde anche un leggero aumento del peso di qui una riduzione della lunghezza delle tappe, però sempre almeno di una ottantina di km al giorno. Il patrocinio degli Enti partecipanti al progetto aggiunge ufficialità all’iniziativa favorendo l’esportazione anche in altre sedi degli interventi, come l’anno scorso che ha visto coinvolte otto diverse realtà sul territorio nazionale. In particolare avrò l’onore di percorrere parte della strada con Vittorio Podestà, Campione Olimpico di Hanbike e nostro maggiore atleta di punta a livello mondiale in questa disciplina, in rappresentanza del Comitato Italiano Paralimpico del CONI che tanto contribuisce con i suoi atleti quali testimonial alla riuscita del Progetto.  
 
nella foto: Vittorio Podestà e Paolo Sala


02/12/2010
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